Le azioni sono soggette a tassazione in Svizzera: una guida per investitrici e investitori

20.02.2026

Chi investe in azioni spera di ottenere utili sui corsi. Tuttavia, compilando la dichiarazione fiscale sorgono delle domande: cosa posso trattenere? La buona notizia è che la Svizzera è interessante dal punto di vista fiscale per le investitrici e gli investitori privati, a patto di conoscere le regole. Vi spieghiamo gli aspetti più importanti da considerare.

In breve

  • In Svizzera, gli utili di capitale privati (utili sui corsi) sono generalmente esenti da imposte.
  • I dividendi e gli interessi sono considerati reddito e sono soggetti all’imposta preventiva del 35%.
  • Per i commercianti di titoli professionali valgono altre regole.

Desiderate prendere in mano la vostra strategia d’investimento? Con l’e-trading di PostFinance investite in titoli in modo flessibile e autonomo: investire in azioni

Imposte e azioni: conoscenze di base che ripagano

Investire in borsa non è solo una questione di rendimento e rischio, ma anche di imposte. Molti neofiti temono che il fisco possa sottrarre loro gran parte degli utili. Nel nostro paese questa preoccupazione è spesso infondata. Nel confronto internazionale, il sistema svizzero è molto interessante per chi investe privatamente. Ciononostante ci sono insidie che possono rivelarsi costose.

Per tassare correttamente le vostre azioni in Svizzera, dovete conoscere una distinzione fondamentale: la differenza tra l’utile generato dalla vendita di un titolo (utile di capitale) e il ricavo che un titolo genera costantemente (reddito patrimoniale).

L’essenziale in breve

  • Utili sui corsi: per lo più esenti da imposte (utili di capitale privati).
  • Dividendi: reddito imponibile (reddito patrimoniale).
  • Patrimonio: le azioni rientrano nel patrimonio imponibile.
  • Imposta preventiva: 35% di deduzione anticipata rimborsabile.

La regola d’oro: gli utili di capitale sono (per lo più) esenti da imposte

Questo è il vantaggio più grande per chi investe in Svizzera. Acquistando un’azione e rivendendola successivamente a un prezzo più alto, l’utile conseguito, il cosiddetto utile di capitale, è esente da imposte per i privati. Non pagate quindi alcuna imposta sul reddito su questo utile.

Ecco un esempio di calcolo: acquistate 50 azioni di un’azienda svizzera per 100 franchi l’una. Cinque anni dopo la quotazione è di CHF 150.–. Vendete le vostre quote e conseguite un utile di 2500 franchi. Questo importo è interamente esente da imposte. In molti altri paesi (come ad es. la Germania o gli Stati Uniti) su questo utile si dovrebbe pagare un’imposta sull’utile di capitale. Se siete considerati investitori privati, in Svizzera non viene applicata alcuna imposta di questo tipo.

Ma attenzione: questa regola vale solo per il cosiddetto patrimonio privato. Non appena l’autorità fiscale classifica la vostra attività come «professionale», gli utili da azioni vengono tassati come il reddito normale, inclusi gli oneri sociali. Ve lo spieghiamo più nel dettaglio.

Pagare le imposte sui dividendi: a cosa prestare attenzione

Mentre gli utili sui corsi sono esenti da imposte, la situazione dei ricavi è diversa. I dividendi (per le azioni) e gli interessi (per le obbligazioni) sono considerati reddito. Nella dichiarazione fiscale questi redditi devono essere indicati come reddito da titoli. Saranno quindi sommati al resto del vostro reddito (salario) e tassati con la vostra aliquota d’imposta personale.

L’imposta preventiva nella dichiarazione fiscale.

Per garantire che i vostri dividendi siano tassati in Svizzera, lo Stato applica il meccanismo dell’imposta preventiva. Se un’azienda svizzera distribuisce dividendi, chi investe in Svizzera riceve solo il 65% dell’importo. Il restantec 35% va direttamente all’Amministrazione federale delle contribuzioni.

  1. Distribuzione degli utili: l’azienda decide un dividendo di CHF 100.–.
  2. Deduzione: la banca vi accredita CHF 65.–. I restanti CHF 35.– vanno allo Stato (imposta preventiva).
  3. Dichiarazione: indicate il dividendo lordo (CHF 100.–) nell’elenco dei titoli della vostra dichiarazione fiscale.

Rimborso

Se la dichiarazione è corretta, l’ufficio delle imposte contabilizzerà i 35 franchi trattenuti con la fattura finale o ve li rimborserà.

Importante: se dimenticate di fare la dichiarazione, il denaro andrà perso. L’imposta preventiva funge da «garanzia» della vostra onestà.

Caso speciale: distribuzione degli utili dalle riserve per investimenti di capitale

C’è un’eccezione per i dividendi: se la distribuzione proviene dalle cosiddette «riserve da apporti di capitale» (spesso abbreviate in KER o aggio), essa è esente da imposte per le investitrici e gli investitori privati. Nella maggior parte dei casi ciò viene indicato separatamente nell’elenco annuale dei vostri depositi (estratto fiscale). I grandi gruppi svizzeri utilizzano occasionalmente questa possibilità per distribuire dividendi esenti da imposte.

Fondi ed ETF: a tesaurizzazione o a distribuzione?

Molte investitrici e molti investitori che investono in ETF (Exchange Traded Funds) o fondi si chiedono: dovrei scegliere un fondo di distribuzione o un fondo di tesaurizzazione (reinvestimento)?

In molti paesi si tratta di una decisione fiscale. In Svizzera non ha praticamente alcuna importanza. Nel caso dei fondi di tesaurizzazione, l’Amministrazione federale delle contribuzioni verifica semplicemente quali dividendi e interessi sono stati corrisposti internamente. Tasserà questo importo come se fosse stato versato ad essa. Pertanto, anche nel caso dei fondi di tesaurizzazione dovete dichiarare un reddito fittizio. L’estratto fiscale bancario riporta questo «ricavo imponibile».

Il rischio: negoziazione di titoli a livello professionale

Il rischio maggiore per chi investe attivamente è la riqualificazione in commerciante di titoli a livello professionale. In questo caso, gli utili di capitale sono soggetti all’obbligo fiscale in Svizzera. Inoltre, sugli utili dovrete pagare i contributi AVS/AI/IPG, il che riduce notevolmente il rendimento.

Quando succede? Le autorità fiscali esaminano attentamente le vostre operazioni. I criteri importanti sono un’elevata frequenza di transazioni, brevi periodi di detenzione o l’impiego di capitale di terzi (investimenti a credito). Per fare chiarezza esiste la circolare n. 36 dell’Amministrazione federale delle contribuzioni. Chi soddisfa i cinque punti menzionati è sicuramente considerato un investitore privato (Safe Haven).

  • Periodo di detenzione: detenete i titoli per almeno sei mesi prima di venderli.
  • Volume: il volume delle transazioni (somma di tutti gli acquisti e le vendite all’anno) non supera di cinque volte il vostro portafoglio titoli all’inizio del periodo fiscale.
  • Sostentamento: gli utili di capitale costituiscono meno del 50% del vostro reddito netto.
  • Nessun derivato: utilizzate opzioni e future solo a scopo di copertura e non a scopo speculativo.
  • Nessun debito: non finanziate i vostri investimenti con capitale di terzi.

È un cessato allarme per la maggior parte dei casi

Anche se viene violato uno di questi criteri (ad es. perché una volta ridistribuite molto e superate il limite di volume), non si viene subito classificati come commercianti professionisti. Le autorità verificano poi il singolo caso in modo più approfondito. Chi investe «normalmente» il proprio denaro per provvedere alla vecchiaia o costituire un patrimonio e non effettua operazioni di trading quotidiane come un manager di hedge fund, raramente ha problemi.

Non dimenticare l’imposta sulla sostanza sulle azioni

Oltre all’imposta sul reddito, in Svizzera esiste l’imposta sulla sostanza. Nel vostro deposito rientrano azioni, fondi, obbligazioni e anche criptovalute che fanno parte del vostro patrimonio imponibile. Per la valutazione è determinante il valore fiscale al 31 dicembre. Per i titoli quotati, questo tasso corrisponde al corso di chiusura dell’ultimo giorno di borsa di dicembre, indipendentemente dall’andamento dei corsi durante l’anno.

L’Amministrazione federale delle contribuzioni pubblica ogni anno il cosiddetto «listino dei corsi» (ICTax), nel quale sono riportati i corsi di chiusura rilevanti dal punto di vista fiscale per quasi tutti i titoli più comuni.

Azioni estere e imposte alla fonte

Se possedete azioni dall’estero (ad es. Apple, Microsoft o gruppi internazionali dell’UE), spesso anche questi paesi trattengono un’imposta sui dividendi, l’imposta alla fonte estera. Poiché anche in Svizzera i dividendi sono soggetti a tassazione come reddito, si verificherebbe una doppia imposizione.

La Svizzera ha stipulato con molti paesi la convenzione per evitare le doppie imposizioni (CDI), che consente di richiedere il computo o il rimborso di una parte dell’imposta estera. Nella dichiarazione fiscale sono presenti a tal fine dei moduli speciali (ad es. il modulo DA-1). Spesso il computo conviene solo a partire da una certa somma di dividendi esteri (per lo più a partire da CHF 100.– di imposte computabili), poiché altrimenti i costi superano i ricavi.

Per le azioni statunitensi occorre compilare il modulo W-8BEN presso la propria banca. In questo modo la deduzione fiscale negli Stati Uniti si riduce automaticamente dal 30 al 15%, il che semplifica notevolmente la situazione.

Consigli pratici per la dichiarazione fiscale

La digitalizzazione non si è fermata nemmeno di fronte all’ufficio delle imposte. Che utilizziate TaxMe nel Cantone di Berna o il software del Cantone di Zurigo, il principio rimane invariato. Per evitare errori, occorre procedere in modo strutturato.

Suggerimento: l’estratto fiscale elettronico, un risparmio di tempo

La maggior parte delle banche svizzere, tra cui PostFinance, offre un estratto fiscale elettronico. Questo PDF contiene una sintesi chiara di tutte le cifre rilevanti e spesso un codice a barre per l’importazione. Basta caricare il file nel vostro software fiscale (ad es. TaxMe, eTax) e tutti i dividendi, gli acquisti, le vendite e i valori patrimoniali vengono automaticamente inseriti nell’elenco dei titoli. In questo modo si risparmia molto tempo e si evitano errori di battitura. Estratto conto, estratto fiscale e saldo degli interessi | PostFinance

Evitare errori frequenti

  • Non dedurre le spese: nella maggior parte dei Cantoni potete dedurre i costi per l’amministrazione patrimoniale (diritti di custodia) dal reddito (valore forfettario o effettivo). I costi di transazione (commissioni di borsa), invece, non sono generalmente deducibili.
  • Dimenticare l’imposta preventiva: chi non dichiara interamente i propri conti e depositi, regala allo stato un ricavo del 35%.
  • Ignorare le criptovalute: anche i bitcoin & Co. rientrano nell’elenco dei titoli (alla voce «Altri averi» o titoli, a seconda del Cantone), valutati alla quotazione di fine anno.

Conclusione: sapere cosa conta

Le imposte sono complesse, ma non rappresentano un ostacolo per gli investimenti privati in Svizzera, anzi. L’esenzione fiscale sugli utili di capitale è un argomento molto importante per le opportunità legate alla costituzione di un patrimonio a lungo termine con le azioni. Chi fa i compiti per casa, utilizza l’estratto fiscale della banca e conosce le regole di base sui dividendi e sul commercio a titolo professionale, può affrontare tranquillamente la dichiarazione fiscale.

Avete domande sull’attuazione nel vostro deposito o desiderate sapere come strutturare la vostra strategia d’investimento in modo efficiente dal punto di vista fiscale? La nostra piattaforma e-trading vi offre tutti gli strumenti per negoziare in autonomia e vi consente di ottenere comodamente con un clic i documenti necessari per l’ufficio delle imposte.

Disclaimer

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce una consulenza fiscale o in materia d’investimenti. Gli investimenti finanziari comportano rischi fino alla perdita totale. Le leggi fiscali possono cambiare. Per informazioni vincolanti rivolgetevi a una/o specialista.

La valutazione media di questa pagina è di %r di massimo cinque stelle. In totale sono presenti %t valutazioni.
Per la pagina è possibile esprimere una valutazione da una a cinque stelle. Cinque stelle corrisponde alla valutazione massima.
Grazie per la valutazione
Valutare l’articolo

Altri argomenti che potrebbero interessarvi